
Investire sul futuro per essere pronti ad affrontare le realtà nuove e diverse che avremo di fronte all’uscita dalla crisi, è un assunto di cui credo siamo tutti convinti. Lo facciamo d’istinto per le nostre aziende (compro un tornio o compro un manager?). Dobbiamo farlo anche per le nostre Associazioni, pena la mancanza quando sarà il momento, di ritrovarci con delle realtà associative inadeguate al “nuovo mondo”.
Nel corso del 2009, oltre alla formazione permanente per il Sistema (Presidenti, Direttori, Tecnostruttura, aggiornamenti specialistici), il Comitato Interassociativo intende realizzare le seguenti attività:
- Incontri tra imprenditori
- La formazione del ceto imprenditoriale
- La cura della tecnostruttura
Incontri tra imprenditori
Inviteremo i Presidenti e le squadre di Presidenza a ragionare con Confindustria e tra di noi e, immaginando il territorio italiano, idealmente diviso in 4 “quadranti”, replicheremo l’incontro per massimizzare l’impatto e migliorare il livello di diffusione e di condivisione delle priorità per la competitività del Paese, con i territori di riferimento e con gli attori privilegiati e gli interlocutori istituzionali.
L’obiettivo sarà mettere a punto iniziative e soluzioni che siano oggetto di comunicazione all’opinione pubblica e – ove possibile – oggetto di immediata cantierabilità, d’intesa con gli enti locali.
Quest’anno inizieremo dal tema delle Infrastrutture, in collaborazione con il Vice Presidente Trevisani e ci confronteremo su porti, strade, tunnel, piattaforme logistiche intermodali, vettori e reti.
La formazione del ceto imprenditoriale
Investire su una formazione “politica” (identità, valori, visioni, politiche) della classe imprenditoriale, senior e junior per “allungare la vita delle associazioni”:
- risvegliare lo spirito di sfida positiva rispetto alla situazione seria che vive il Paese, al di là dei temi del declino e della rassegnazione che serpeggiano nel dibattito pubblico;
- sviluppare la capacità (e l’esercizio concreto) della relazionalità ad ogni livello, visto che si deve crescere sul piano della squadra, sul piano aziendale, sul piano territoriale e su quello associativo;
- promuovere l’innovazione in ogni ambito, per fronteggiare le situazioni nuove che si sono create, con approcci e strumenti nuovi: sia che si tratti di prodotti o di processi aziendali, di strategie territoriali o di strategie associative.
La cura della tecnostruttura
È importante sviluppare la capacità di rendere il sistema associativo adattabile ai cambiamenti, proattivo nelle relazioni con il territorio e i settori per l’attuazione delle politiche imprenditoriali; la capacità di fare rete e scambiare le esperienze migliori e creare valore per il sistema associativo riducendone costi e tempi di reazione è un driver fondamentale per lo sviluppo dell’Organizzazione.
Occorre investire in questa direzione curando la formazione e i comportamenti organizzativi, manageriali dei Direttori, dei professional; investire nella selezione dei giovani talenti e, soprattutto, non tagliare gli investimenti in questa direzione, utilizzando al massimo le possibilità dei fondi interprofessionali

Investire sul futuro per essere pronti ad affrontare le realtà nuove e diverse che avremo di fronte all’uscita dalla crisi, è un assunto di cui credo siamo tutti convinti. Lo facciamo d’istinto per le nostre aziende (compro un tornio o compro un manager?). Dobbiamo farlo anche per le nostre Associazioni, pena la mancanza quando sarà il momento, di ritrovarci con delle realtà associative inadeguate al “nuovo mondo”.
Nel corso del 2009, oltre alla formazione permanente per il Sistema (Presidenti, Direttori, Tecnostruttura, aggiornamenti specialistici), il Comitato Interassociativo intende realizzare le seguenti attività:
- Incontri tra imprenditori
- La formazione del ceto imprenditoriale
- La cura della tecnostruttura
Incontri tra imprenditori
Inviteremo i Presidenti e le squadre di Presidenza a ragionare con Confindustria e tra di noi e, immaginando il territorio italiano, idealmente diviso in 4 “quadranti”, replicheremo l’incontro per massimizzare l’impatto e migliorare il livello di diffusione e di condivisione delle priorità per la competitività del Paese, con i territori di riferimento e con gli attori privilegiati e gli interlocutori istituzionali.
L’obiettivo sarà mettere a punto iniziative e soluzioni che siano oggetto di comunicazione all’opinione pubblica e – ove possibile – oggetto di immediata cantierabilità, d’intesa con gli enti locali.
Quest’anno inizieremo dal tema delle Infrastrutture, in collaborazione con il Vice Presidente Trevisani e ci confronteremo su porti, strade, tunnel, piattaforme logistiche intermodali, vettori e reti.
La formazione del ceto imprenditoriale
Investire su una formazione “politica” (identità, valori, visioni, politiche) della classe imprenditoriale, senior e junior per “allungare la vita delle associazioni”:
- risvegliare lo spirito di sfida positiva rispetto alla situazione seria che vive il Paese, al di là dei temi del declino e della rassegnazione che serpeggiano nel dibattito pubblico;
- sviluppare la capacità (e l’esercizio concreto) della relazionalità ad ogni livello, visto che si deve crescere sul piano della squadra, sul piano aziendale, sul piano territoriale e su quello associativo;
- promuovere l’innovazione in ogni ambito, per fronteggiare le situazioni nuove che si sono create, con approcci e strumenti nuovi: sia che si tratti di prodotti o di processi aziendali, di strategie territoriali o di strategie associative.
La cura della tecnostruttura
È importante sviluppare la capacità di rendere il sistema associativo adattabile ai cambiamenti, proattivo nelle relazioni con il territorio e i settori per l’attuazione delle politiche imprenditoriali; la capacità di fare rete e scambiare le esperienze migliori e creare valore per il sistema associativo riducendone costi e tempi di reazione è un driver fondamentale per lo sviluppo dell’Organizzazione.
Occorre investire in questa direzione curando la formazione e i comportamenti organizzativi, manageriali dei Direttori, dei professional; investire nella selezione dei giovani talenti e, soprattutto, non tagliare gli investimenti in questa direzione, utilizzando al massimo le possibilità dei fondi interprofessionali